"Patente a punti nelle aziende? La prevenzione si aiuta con sistema di incentivi, non di punizioni”

"Patente a punti nelle aziende? La prevenzione si aiuta con sistema di incentivi, non di punizioni”

07/02/2020

Unasf, con il presidente Enzo Capobianco, interviene in merito alla cosiddetta patente a punti per la sicurezza nelle imprese


“La patente a punti per la sicurezza sul lavoro? Attenzione a non ammassare soltanto nuove difficoltà burocratiche sulla schiena delle piccole aziende, senza dare loro in cambio il sostegno necessario a cambiare rotta. La cultura della prevenzione va promossa coi fatti e con gli incentivi, non con le sanzioni”. Unasf, l’Unione nazionale sicurezza e formazione aderente a Conflavoro Pmi, è critica sull’apertura del ministro Nunzia Catalfo alla patente a punti per le imprese.

 “Sembra un sistema di punizioni più che di incentivi. E difatti – commenta il presidente Unasf, Enzo Capobianco – invece di lavorare a un miglioramento generale della prevenzione, si finisce sempre per penalizzare le realtà imprenditoriali di dimensioni più ridotte con aggravi di costi e burocrazia. Perché, di certo, la mannaia delle sanzioni di questa patente a punti, se mai si farà, cadrà sui soliti noti. Ma la sicurezza sul lavoro è un’altra cosa, serve aver dato il massimo da parte delle istituzioni prima di una norma del genere in un settore così delicato come quello dell’HSE. Servono più sgravi fiscali alle aziende, maggiore informazione, meno costi burocratici. Quello che serve è una patente di incentivi, se di patente vogliamo parlare. Più formazione fai in azienda, più promuovi un sistema interno di qualità HSE, più punti guadagni. Punti da tradurre poi in credito d’imposta, ad esempio. E invece, istituendo dal niente una patente punitiva, il risultato sarà solo una forbice sempre più ampia tra grandi gruppi e piccole aziende”.

 “Arrivare oggi a ventilare la chiusura di un’attività, quando prima non si è fatto di tutto per sostenerla, è assurdo. Occorre valutare i singoli casi – conclude Enzo Capobianco – partire da una politica e una situazione comune. Un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi è già previsto dal Dlgs 81/08, all’articolo 27. Prendiamolo come base di partenza e facciamolo subito, perché i morti sul lavoro sono costanti e non diminuiscono. In Italia serve una strategia concreta per la prevenzione e possiamo attuarla soltanto attraverso un dialogo tra istituzioni e associazioni che si occupano di sicurezza nelle aziende. Un dialogo che oggi assolutamente non esiste”.